HABEMUS PAPAM

Sono andata a vedere Habemus Papam senza aver letto alcuna recensione e senza aver ascoltato interviste a Moretti. Se lo ascolto finisce che non vado al cinema. Proprio non lo sopporto, mi sta terribilmente antipatico. Il film invece mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuto perché è un film sulla solitudine, sulla fragilità ma anche sulla forza del dubbio. Ho trovato interessante lo scambio, non di ruoli ma di luoghi, tra il Papa e lo psicoanalista. E penso che tra i due il fragile non fosse il neoeletto Papa ma proprio lo psicoanalista. Anzi, direi che il film mette in risalto la fragilità dei dogmi, i dogmi delle religioni. Già perché, in fondo, anche la psicoanalisi risulta essere una specie di religione che si fonda sui suoi dogmi: “il deficit di accudimento” ne è un esempio. La fragilità è evidente anche nella figura della moglie dello psicoanalista.
Habemus Papam è anche un film sulla solitudine. E la solitudine dei cardinali spicca con evidenza proprio quando sono insieme nelle sale del Vaticano per il conclave. Solo è anche lo psicoanalista, il quale, vince la solitudine organizzando il torneo di volley, in cui costruisce squadre di cardinali, senza tradire la rigidità dei suoi schemi mentali, ma regalando una dimensione più umana agli stessi cardinali. Il gioco di squadra diventa così emancipazione dalla solitudine. Intanto il Papa vaga per Roma, alla ricerca di sè, per risolvere la difficoltà ad assumere un ruolo impegnativo e di grande responsabilità. L’amore per il teatro non è solo un banale richiamo a Giovanni Paolo II. La citazione di Cechov non è affatto casuale. Cechov è colui che ha dato voce alla tragedia della mediocrità umana, alle esistenze scialbe di chi non ha ideali o a quelle tormentate ed infelici di chi ne ha troppi e viaggia verso mete irraggiungibili. Cechov traduce in arte drammatica stati d’animo ed emozioni complesse, che possono appartenere a qualsiasi essere umano. Il Papa, dunque, ritrova il teatro di Cechov e ritrova il suo essere attore. Quando torna in Vaticano, deve assumere il ruolo per potersene liberare. Si affaccia al popolo di fedeli e dichiara la sua volontà di non accettare quel ruolo, dichiara di non sentirsi in grado di essere il conduttore di una Chiesa che si deve rinnovare e che deve portare avanti un dialogo interreligioso. E quando annuncia ciò, il suo volto è sereno e sorridente. È il volto di un uomo che ha il coraggio di dire di no, rinunciando ad una posizione di immenso potere. Non è sufficiente essere attori per interpretare un ruolo. Ma, per trovare la propria strada, è necessario avere il coraggio di interrogarsi, assecondando il dubbio. La forza del dubbio vince dunque sulla fragilità del dogma. E ogni scelta comporta inevitabilmente una rinuncia. È un Moretti maturo quello di questo film, soprattutto se confrontato con il Moretti isterico ed ansiogeno del film La messa è finita. È un Moretti che riesce finalmente a non incombere su tutti gli altri protagonisti. Non è, infatti, lo psicoanalista la figura emergente, ma l’ottimo Michel Piccoli, che offre un’interpretazione davvero straordinaria. Ed il film si conclude bene. In realtà è un lieto fine quello che ci viene proposto, al contrario della lugubre ed ahimè profetica conclusione de Il Caimano. E non so perché mi viene alla mente il film Il discorso del re, dove c’è il giovane Giorgio VI che deve superare la difficoltà di non sentirsi all’altezza di essere re (e in questo caso non sentirsi all’altezza sembrerebbe rispondere al banale ed inflazionato quesito “qual è il colmo per un re?”). Però mentre Giorgio VI deve uscire dal suo ruolo, durante le lunghe sedute dal logopedista, per superare la sua difficoltà e riuscire ad assumerlo, il Papa esce dal suo ruolo, vagando in abiti borghesi per la città, per superare la sua difficoltà e assumerlo giusto il tempo necessario a comunicare la rinuncia. Insomma, diciamo che, nonostante sia un antipatico un po’ borioso, questa volta Moretti ci ha regalato proprio un bel film.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: