CENTRO NATATORIO E CENTRO WELLNESS A TRENTO

manazzonDa qualche giorno si discute, più sui giornali che in aula consiliare, della possibilità di costruire un centro natatorio, con piscina olimpica nell’area attigua al palazzetto dello sport in via Fersina. Non faccio riferimento ai dati citati nei diversi articoli di stampa, perché preferisco basarmi su informazioni ufficiali e, allo stato attuale, non abbiamo ancora avuto occasione di mettere mano ad alcuna delibera del Consiglio Comunale in merito.

Provo, quindi, ad esprimere alcune riflessioni in relazione a pochissimi punti nodali:

  1. la prima riflessione riguarda l’abitudine troppo diffusa di accantonare l’esistente per costruire altro altrove e mi riferisco, in particolare, al centro Manazzon più noto in città come “le Fogazzaro”, che ha piscine non olimpiche e anche un bel lido frequentato, in estate, da molte persone in qualche modo costrette a dover sopportare la calura della città. Non è chiaro cosa si farebbe dell’attuale lido: rimarrebbe, venendo comunque ristrutturato, un lido a disposizione di famiglie, ragazze e ragazzi per alleviare le sofferenze da caldo estive? Ne ricordo la collocazione abbastanza centrale e facilmente raggiungibile con autobus di città, condizione che favorisce l’accesso al lido anche di gruppi di preadolescenti non accompagnate/i da adulti.
  2. La seconda riflessione riguarda la necessità di costruire una piscina olimpica a Trento e devo ammettere che su questo non ho, al momento, preclusioni. Il nuoto è uno sport la cui pratica va sicuramente favorita e avere una piscina olimpica, che potrebbe anche essere luogo di organizzazione di gare a livello internazionale, potrebbe essere una buona opportunità non solo in termini di ritorno economico, ma anche in termini di rilancio dello sport natatorio. Sulla localizzazione della piscina non avrei particolari obiezioni, ma mi riservo di approfondire il tema con esperti in urbanistica.
  3. Molte perplessità sorgono in relazione alla proposta di costruire, annesso alla piscina e a tutte le strutture che ne fanno da corollario, un centro wellness con saune, bagno turco e tutto quanto siamo abituate/i a trovare nei centri benessere di buona qualità presenti su territorio trentino e altoatesino. La costruzione e il mantenimento in essere di un simile centro rappresento un impegno notevole in termini economici, non facilmente recuperabile con eventuali entrate data l’attuale situazione economica delle persone e delle famiglie e considerato anche il diffuso calo di entrate da parte di centri benessere attivi e consolidati  su tutto il territorio nazionale. Se poi consideriamo il necessario risparmio energetico, che non possiamo mettere in discussione, l’intera opera appare del tutto contraddittoria con la visione di città di transizione che dobbiamo assumere come abito mentale. Chi volesse usufruire di relax in saune, bagno turco, con anche massaggi di vario genere, sa che a Ravina c’è una Spa abbastanza grande e ben gestita, l’albergo Monaco e l’Hotel Adige offrono la possibilità di accesso a un piccolo centro benessere e, almeno fino a non poco tempo fa, in via Galilei a Trento annessa a una palestra gestita dalla stessa società del centro benessere di Ravina, c’era un’area wellness. Questo solo per citare le strutture che conosco personalmente e mi scuso se non cito altre strutture esistenti. Si potrà obiettare che si tratta di strutture private e che un centro wellness comunale avrebbe un senso diverso. E’ vero, ma sarebbe comunque esternalizzato, come ormai accade per ogni servizio del Comune.
  4. L’ultima considerazione riguarda, invece, l’ipotesi di costruire il tutto, insieme a un nuovo stadio, all’area delle ex caserme di Mattarello. E su ciò la mia opposizione sarà fortissima. Una delle pochissime aree fertili di fondovalle non può essere occupata da nuove strutture che, pur essendo considerate “leggere”, consumano suolo e territorio. Su quell’area è stato elaborato un bellissimo progetto che ne prevede il recupero sostenibile e la valorizzazione come biotopo. Ne parleremo in Comune il 10 giugno, ma conosco il progetto e ne apprezzo ogni risvolto. Non penso accettabile la proposta di maltrattare un’area che potrebbe diventare davvero preziosa per la nostra città.
  5. Infine sarebbe il caso di cominciare a coinvolgere cittadine e cittadini in momenti di costruzione condivisa di idee e proposte, per avviare una coprogettazione di zone urbane, primo fondamentale passo per far sì che si coltivi cura dei beni comuni, antidoto verso ogni forma di degrado urbano.

Lunedì sera, alle 20:30 ci riuniremo per discutere di questo progetto e costruire una linea nostra condivisa

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