IL PARCO DEL RIO SALE’

13315469_10209317648163338_2544035860154784596_nNell’ultima riunione della commissione ambiente, giovedì 26 maggio, abbiamo assistito alla presentazione di alcune proposte di riqualificazione dell’area attraversata dal rio Salè, praticamente da Povo fino al Fersina passando per il parco Gocciadoro.

Si tratta di una vasta zona, eterogenea dal punto di vista paesaggistico perché propone aree coltivate a vigneti, ma anche sentieri in boschi collinari ancora poco maltrattati da interventi antropici, costruzioni antiche da rivalorizzare, cascate e pozzi simili alle famose marmitte dei giganti, che affascinano così tanto soprattutto i bambini.

Le quattro proposte presentate sono parte di un “pacchetto” di proposte elaborate da studenti della facoltà di ingegneria di Trento, di cui tre sono state premiate in un concorso indetto anche con la partecipazione del Comune di Trento.

Senza entrare nei dettagli tecnici delle proposte, che sono state presentate come possibili spunti per valorizzare l’area, mi sembra importante porre l’evidenza su alcune riflessioni personali stimolate dalla riunione di giovedì:

  1. l’interazione diretta tra studenti e altre figure esperte dell’università (era presente l’architetta Chiara Rizzi) e rappresentanti dell’amministrazione comunale è senz’altro un’ottima occasione per mettere insieme due mondi distanti, ma che devono trovare strade da percorrere insieme per un’adeguata valorizzazione non solo del territorio, ma anche delle risorse locali. L’amministrazione comunale di Trento, così come il governo provinciale, troppo spesso hanno fatto e fanno ricorso a superconsulenti esterni, archistar che, senza nulla togliere al valore delle loro opere, poco conoscono, in termini di contatto diretto, della realtà locale oltre a rappresentare un costo ormai insostenibile per le nostre amministrazioni, costrette a tagliare servizi alle persone per far fronte alle spese onerose e spesso poco oculate. La nostra facoltà di ingegneria organizza anche il corso di ingegneria ambientale, che consente una buona coniugazione tra costruzioni, riqualificazioni e tutela del suolo, del paesaggio, del territorio, degli ecosistemi. Spesso esperte/i della nostra università sono valorizzati da altre realtà territoriali, anche lontane dalle nostre, e ignorate/i da noi.
  2. La riqualificazione anche idrica del rio Salè è un buon passo verso la tutela della biodiversità acquatica e degli ambienti ripari, come canneti e argini, che diventa sempre più urgente nella nostra città. Non dimentichiamo, per esempio, la crisi della popolazione di anfibi autoctoni e la penetrazione nei nostri ecosistemi acquatici di elementi non autoctoni che minacciano gli equilibri delle popolazioni locali.
  3. La riqualificazione del parco come area dove praticare trekking e nordic walking non richiederebbe un impiego eccessivo di risorse economiche e offrirebbe alle persone che vivono tra Trento, Povo e Villazzano o che visitano la nostra città, occasione di praticare attività fisica a costo zero.
  4. La riqualificazione dell’area parco con percorso trekking che costeggia il rio, con possibilità di molteplici percorsi per collegare diversi punti interessanti della vasta area, rappresenterebbe occasione per la città, se adeguatamente pubblicizzata e promossa, di richiamo per altre forme di turismo oltre quello mordi e fuggi della giornata da trascorre al MUSE, magari nelle giornate di pioggia durante le settimane di vacanza in montagna.
  5. Ben due istituti comprensivi, l’I.C. Trento 1 e l’I.C. Trento 4, rientrano nel grande bacino di utenza che comprende le circoscrizioni di Povo, Villazzano, Oltrefersina e nessuno può negare il valore aggiunto alla didattica per competenze che può essere rappresentato dall’avere un parco con rio per concretizzare efficaci percorsi di apprendimento attivo interdisciplinare, di cui si avverte sempre di più l’esigenza in una scuola che, se davvero vuole rispondere ai reali bisogni della sua utenza, non può continuare a proporre insegnamento trasmissivo di nozioni enciclopediche. Lo stesso parco potrebbe essere utilizzato, attraverso opportune collaborazioni con SAT, APPA e con il MUSE, per organizzare percorsi didattici da proporre anche a scolaresche di altri istituti comprensivi della città, della provincia e di fuori provincia, coniugando sapientemente, come molte proposte offerte da altre città d’Italia, percorsi di arte, scienze e natura.
  6. La riqualificazione del parco, come sapientemente proposto da chi ha presentato i lavori, può essere preziosa occasione per coinvolgere la cittadinanza, attraverso le tre circoscrizioni di riferimento, in percorsi di coprogettazione e, attraverso la pratica del crowfunding, di partecipazione concreta alla realizzazione di un progetto, che può prevedere fasi di progettazione e realizzazione anche temporanee. Troppo spesso si approvano progetti calati dall’alto, che possono anche riscontrare il favore dell’utenza, ma che più frequentemente si scontrano con l’indifferenza di persone troppo impegnate nel dover far fronte a un quotidiano sempre più complesso e difficile. Tuttavia, come ormai esperienze realizzate in alcune città europee dimostrano, arma vincente contro l’indifferenza è il coinvolgimento attivo: la partecipazione alle diverse fasi di realizzazione e di mantenimento di un’opera, l’ascolto delle reali esigenze di diverse soggettività organizzate e individuali, che a vario titolo operano su una data area, la responsabilizzazione conseguente allo stesso coinvolgimento attivo, possono garantire la cura e alla tutela dei beni comuni, unico antidoto contro ogni forma di degrado urbano.
  7. La presenza, lungo ipotetici percorsi da tracciare o da segnalare, di proprietà private, non esclude che si possa giungere ad accordi con chi detiene la proprietà, per consentirne l’attraversamento a piedi senza ricorrere ad espropri o a deturpamenti della stessa proprietà. Trattandosi di terreni agricoli, prevalentemente vigneti, si può consentire l’accesso a brevi tratti di stradine interpoderali già esistenti. E’ così che accade, per esempio, lungo tratti della via Francigena, noto e bellissimo cammino che attraversa alcune regioni italiane.
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