IL BARATTO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE PER APPROVARE LA MALASCUOLA TRENTINA

imageNessun dubbio sull’epilogo infausto della discussione in consiglio provinciale, nessun dubbio ho avuto sin dall’inizio della discussione. Non avevo dubbi sulle posizioni del PD, non avevo dubbi sulle fin troppo prevedibili dichiarazioni di Ugo Rossi, non avevo dubbi, ebbene sì, non avevo dubbi sull’astensione di Filippo Degasperi, consigliere del M5S, che si è astenuto sull’odg proposto dalle destre  come scambio per arrivare a votare il ddl sulla malascuola trentina.

Ma sull’opportunismo politico dei pentastellati non spreco neanche una parola.

Mi preme, invece, condividere una riflessione su quanto approvato in merito alla lotta contro l’omofobia a scuola, perché ciò che è stato approvato è, a mio parere, inutile e funzionale solo ad ampliare la ruota dei pavoni omofobi. È anche pericoloso perché alimenta la disinformazione orientata a diffondere discriminazioni omofobiche, inquietante perché mostra un PD ormai sempre di più ostaggio delle destre sia di opposizione sia di coalizione.

Se si ragiona bene, però, l’ordine del giorno approvato, suggello al patto di reciproco sostegno tra maggioranza e opposizioni, che prevede la possibilità per le famiglie di far assentare figli e figlie dalle lezioni contro l’omofobia, non serve a nulla, pur essendo gravissima, dal punto di vista politico e sociale, la sua approvazione.

Ci sono alcuni aspetti che mi preme rendere palesi e che i nostri consiglieri, le nostre consigliere e, cosa ancor più grave, il nostro assessore all’istruzione, che per sua stessa ammissione non è competente in ambito scolastico, ignorano perché altrimenti sarebbero emersi nella discussione.

Al termine della scuola secondaria di primo grado ogni consiglio di classe deve produrre una  Certificazione delle competenze per ciascun alunno e per ciascuna alunna. In questo documento sono poste in relazione le otto competenze di cittadinanza europea e le competenze disciplinari e trasversali che dovrebbero essere sviluppate prevalentemente a scuola.

Al di là di come venga concepita, anzi non concepita, la valutazione di queste competenze nelle scuole, il documento impone chiaramente che la scuola diventi il luogo in cui studenti e studentesse costruiscano attivamente competenze disciplinari come strumenti culturali fondamentali per costruire cittadinanza attiva e responsabile.

In tale visione della scuola, ogni docente dovrebbe orientare il proprio insegnamento allo sviluppo di competenze di cittadinanza. Ogni docente dovrebbe, quindi, aver presenti alcuni pilastri della nostra cittadinanza europea e italiana: la nostra Costituzione, che stigmatizza ogni forma di discriminazione, la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, la convenzione ONU sui diritti del fanciullo, sottoscritta anche dal nostro paese, che si basa su quattro principi fondamentali tra cui quello della non discriminazione, giusto per citarne alcuni.

Sulla base di tali premesse, è, dunque, evidente che non serve realizzare ore di lezione dedicate alla lotta contro l’omofobia, ben vengano progetti dedicati, ma ogni insegnante, nella sua funzione educatrice, non potrà far a meno, educando contro ogni forma di discriminazione, di porre l’accento sulla gravità della discriminazione omofobica. 

Se così non fosse, sarebbe pessima/o docente al punto da metterne in discussione, se non giuridicamente almeno eticamente, la sua appartenenza a una categoria professionale così importante.

Come insegnante di scienze, nell’affrontare lo studio della riproduzione negli esseri umani, continuerò a non esimermi dal far distinguere tra sesso, genere e orientamento sessuale e continuerò ad approfittare delle lezioni dedicate al tema per sottolineare la gravità della discriminazione omofobica esattamente come quando affronto il tema del darwinismo non trascuro di approfondire la questione dell’inesistenza delle razze umane, stigmatizzando ogni forma di razzismo.

Cosa potrà accadere come conseguenza dell’approvazione di questo sciagurato ordine del giorno? Probabilmente non accadrà nulla, probabilmente ci saranno genitori che chiederanno spiegazioni in merito, come per qualsiasi parte del piano di lavoro annuale dei/delle docenti (i programmi definiti dall’alto non esistono più), ma, per il delirio ipervalutativo che ha contagiato tutte e tutti, sarebbero preoccupati solo se la materia fosse argomento di test INVALSI.

Nulla di tutto ciò deve interferire con la libertà d’insegnamento che dobbiamo, quella sì, tutelare quotidianamente, nel rispetto dell’articolo 33 della nostra Costituzione.

Ecco perché è fondamentale, in questi giorni, continuare a firmare e a far firmare per il referendum che abrogherà alcuni articoli della orrenda legge impropriamente detta sulla Buona Scuola.

imageimageDifendiamo la scuola pubblica dal tentativo di trasformarla in scuola parentale, rischio ben denunciato da Alexander Schuster sulle pagine del Corriere del Trentino di questa mattina.

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2 commenti

  1. […] baratto tra PD e destra di opposizione e di coalizione si è basato sull’approvazione di un ordine […]

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  2. […] Ricordo che la lotta all’omofobia in contesti educativi è argomento di animate e squallide discussioni in Consiglio Provinciale. […]

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