RIQUALIFICAZIONE DELL’EX PALAZZO DELLE POSTE DI TRENTO: LE RAGIONI DEL NO

20160712_233228Riporto il mio intervento in aula, relativo alla proposta di riqualificazione dell’ex palazzo delle Poste a Trento

La riqualificazione del palazzo delle Poste potrebbe collocarsi nell’ambito della rigenerazione urbana di cui uno strumento è quello che viene indicato come Social Housing, intendendo con ciò anche la possibilità di usi, significati, relazioni socio-spaziali.

In questa ottica si sarebbe potuto pensare ad altro, rispetto a quanto viene proposto e che si configura come vecchio e superato dalle più attuali progettazioni urbane delle città europee.

Elenco, quindi, una serie di interventi che avrebbero potuto fare di questa riqualificazione un buon esempio di approccio integrato, valorizzando i molteplici aspetti della complessità urbana, orientandosi verso quel concetto di benessere collettivo alla base delle migliori scelte urbanistiche europee attuali.

  1. Tn18 è la sigla con cui la città di Trento si presenta come candidata a capitale culturale. Un utilizzo come luogo che in via prioritaria sia dedicato a favorire coesione sociale attraverso iniziative culturali andrebbe nella direzione più coerente. Invece ce la caviamo con una generica dichiarazione di intenti circa la possibilità che il  cortile interno dello storico palazzo possa essere utilizzato per ospitare eventi culturali. Ovviamente con chiusura entro mezzanotte e senza musica, altrimenti scatta subito l’ordinanza secondo lo stile attuale della città di Trento.
  2. Si poteva provare a sperimentare uno spazio di autogestione e autoproduzione di servizi. È ormai riconosciuto il valore e l’efficacia della cura di spazi collettivi, aperti o chiusi, come dispositivo strategico di promozione sociale.
  3. Non c’è  nei documenti, alcun cenno alla possibilità di offrire gli appartamenti previsti come alloggi con affitti calmierati  per favorire quelle realtà familiari che appartengono alla fascia grigia intermedia, di coloro che non hanno i requisiti per entrare nelle graduatorie ITEA. Si tratta di persone e famiglie che non possono abitare a Trento a causa dei prezzi eccessivi degli affitti e ciò porta all’esodo dalla città verso paesi limitrofi, come Besenello Volano, Pescantina con aumento del pendolarismo. È sufficiente essere una coppia di insegnanti con due figli per non avere possibilità di pagare affitti cari come quelli che ci sono a Trento.
  4. Non c’è traccia alcuna del coinvolgimento di cittadini e di cittadine nella progettazione partecipata della riqualificazione dello storico palazzo

Manca, in estrema sintesi, il pensiero su ciò che andrebbe considerato alla base di interventi di riqualificazione in una città che vuol essere smart e competitiva, cioè quel valore aggiunto di diversa natura  non solo urbana, ma anche sociale, economica e ambientale.

Per tali ragioni ho votato no alla proposta di delibera.

La delibera è stata approvata con 22 voti favorevoli, uno contrario,  il mio, e i restanti astenuti.

Per i dettagli sulla proposta, che era stata già discussa in circoscrizione, dov’era stata approvata con un solo voto contrario, quello di Jacopo Zannini dell’Altra Trento a sinistra, ecco i link

  1. ATTI_PROPOSTA_4-2_PARTE_PRIMA
  2. ATTI_PROPOSTA_4-2_PARTE_SECONDA
  3. ATTI_PROPOSTA_4-2_PARTE_TERZA
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