AGGIORNAMENTO SULLA DISCARICA DI SARDAGNA

filesVenerdì 21 ottobre con un gruppo di consigliere e di consiglieri del Comune di Trento, con l’assessore all’ambiente e alcune figure tecniche del servizio competente sono stata a Sardagna per un sopralluogo alla ex cava, utilizzata in passato da Sativa come discarica di inerti, ferma da quando, nel 2009, un’indagine giudiziaria, con successive condanne, ha evidenziato irregolarità nel conferimento di rifiuti.

Sativa, che intanto ha cambiato gestione, ha proposto un progetto di smaltimento inerti per cui ci troveremo a decidere entro dicembre 2016.

In realtà la decisione da prendere in Consiglio Comunale è relativa alle due aree a valle, maso Visintainer e Laghetti di Vela, su cui occorrerà accogliere o meno la richiesta di variazione proposta da Sativa, che lascerebbe un’ampia area del maso Visintainer, di proprietà comunale, per utilizzare il Maso solo ed esclusivamente per il conferimento a Sardagna, tramite teleferica, di inerti non utilizzabili in altro modo, mentre amplierebbe l’area a Laghetti di Vela per attività di lavorazione di rifiuti che possono essere in qualche modo riciclati.

Al sopralluogo erano presenti il gestore della discarica, perché così si parla dell’ex cava, e il progettista di Sativa oltre ad alcuni rappresentanti del Comitato cittadino che ha sempre opposto resistenza all’utilizzo dell’ex cava come discarica.

Non essendo geologa non ho le conoscenze adeguate per comprendere lo stato delle cose in merito alla frana che incombe sull’area di Sardagna e che avrebbe portato la Provincia a porre come prioritaria la stabilizzazione del versante attraverso il conferimento di inerti. Di certo non ho motivo di non credere all’esistenza della frana, che ha certificato il servizio geologico della Provincia, essendo la zona costituita da marne, quindi roccia sedimentaria calcarea e strati argillosi, ed avendo subito uno sventramento da parte di Italcementi.

Il movimento della frana, registrato finora, si rivela essere lento nel tempo e nulla fa presagire un immediato crollo della frana. Però sappiamo anche che un margine di rischio di sciagura non  prevista nell’immediato esiste. La storia del nostro paese è ricca di trascuratezze in termini di rischio idrogeologico. Anche se il materiale conferito negli anni passati pare conferisca una certa stabilizzazione al movimento di rotolamento che potrebbe avere la frana, qualora si verificasse.

Resta dunque, a mio parere, evidente un’incongruenza: se la priorità è stabilizzare il versante a causa della frana, come mai si pensa a un’attività di conferimento di inerti, oggi più difficilmente reperibili rispetto al passato, che prevede tempi molto lunghi, per stessa ammissione dei tecnici di Sativa? Si parla di un tempo che va dai 15 ai 20 anni. Non esistono altri possibili interventi di  stabilizzazione? A quest’ultima domanda posta da me è stato risposto che sicuramente ci sono altre modalità, che però costerebbero molto. Invece, in questo caso, un privato risolverebbe il problema.

Posto che tutto ciò sia giusto, ma mi piacerebbe sentire persone esperte super partes, qualcuno si è posto il problema dell’inquinamento acustico per le persone che vivono a Sardagna con un impianto di teleferica attivo? Impianto dismesso da tempo e in condizioni di evidente abbandono. Ma non sono una tecnica e, anche qui, mi fido di chi assicura che funzionerà.

Attendiamo ulteriori sviluppi e chiarimenti, visto che si prospetta un’audizione con i tecnici del servizio geologico della Provincia, perché, se è vero che in Consiglio Comunale dovremo decidere solo in merito ai due impianti a valle, è inevitabile che la nostra decisione condizionerà l’attività di Sativa in discarica e che, comunque, anche su ciò che decide la Provincia (in questo caso è, infatti, la Provincia ad aver deciso che l’ex cava dell’Italcementi sia utilizzata come discarica di inerti allo scopo, dichiarato, di stabilizzare il versante) il Consiglio Comunale per ciò che avviene sul proprio suolo e sulla pelle delle persone che vi abitano può almeno emanare qualche atto politico significativo e prendere posizione.

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