SUL REGOLAMENTO DEL PERSONALE CHIEDO CHE SI RISPETTI LA PROCEDURA

Il-sindaco-di-Trento-Alessandro-Andreatta--200x200La delibera di modifiche al Regolamento Organico del Personale, che ci viene presentata come attestato di accoglimento delle proposte delle minoranze è, nei fatti, un pesante intervento sulla distribuzione di competenze e di poteri all’interno del Consiglio Comunale.Se questa delibera sarà approvata, la Giunta Comunale gestirà l’organizzazione della macchina amministrativa comunale.

Le competenze del Consiglio Comunale sul personale sono delineate chiaramente dal TULROC (Testo Unico delle Leggi Regionali sull’ordinamento dei Comuni) che pone in capo al Consiglio Comunale la decisione circa

  1. a) i principi fondamentali di organizzazione degli uffici
  2. b) gli organi, gli uffici e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi
  3. c)   i ruoli e le dotazioni organiche

mentre la Giunta comunale compie tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge o dallo Statuto al Consiglio.

In questo senso è da interpretare, a parer mio, l’art. 65 dello Statuto di Autonomia, che testualmente recita: “L’Ordinamento del Personale dei Comuni è regolato dai Comuni stessi, salva l’osservanza dei principi generali che potranno essere stabiliti da una legge regionale.” Le Leggi regionali che stabiliscono i principi sono proprio il TULROC (Testo Unico delle Leggi Regionali sull’ordinamento dei Comuni) e il TULROP (Testo Unico Leggi Regionali Ordinamento Personale dei Comuni).

Aggiungo che, per effetto della successione delle fonti, così come riportato anche nel parere della Regione Autonoma Trentino Alto Adige di data 12 agosto 2016, la modifica dello Statuto Comunale è propedeutica all’eventuale modifica dei Regolamenti comunali approvati sulla base delle disposizioni di detto Statuto.

Quindi come la mettiamo? Modifichiamo un regolamento senza aver prima modificato le parti di statuto ad esso relative?

Mi preme citare alcuni riferimenti allo Statuto Comunale, in particolare mi preme riportare alla vostra attenzione gli articoli: art.1 comma 2; art.8 del Titolo II; art.9 del Titolo II comma 2 e comma 3; art.10 comma 1; ma, soprattutto, l’art.28, che al comma 1 stabilisce che il Consiglio Comunale è titolare dell’organizzazione amministrativa” e al comma 5 stabilisce che “il Consiglio Comunale esercita le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo sull’attività degli organi e della struttura operativa del Comune” e che “tali funzioni sono esercitate con le modalità previste dal presente statuto e dal regolamento interno del Consiglio comunale e da altri regolamenti comunali

Sono ulteriori riferimenti importanti l’art.43, l’art.67, l’art.73, l’art. 101 dello stesso Statuto Comunale.

Dunque il paravento del parere della regione non regge affatto, visto che tale parere, più che vincolante direi rassicurante, di fatto aiuta il sindaco a dare un’interpretazione possibile delle norme.

Interpretazione, appunto!

Il vigente Regolamento Organico del Personale, quello non ancora modificato, è legittimo e coerente con la normativa attuale. Le sue modifiche, invece, modificano l’assetto delle competenze, trasferendo, delegando, alla Giunta comunale l’organizzazione della struttura nonché la modifica dell’organigramma, precedentemente decise dal Consiglio comunale attraverso l’adozione del vigente Regolamento Organico del Personale.

Ricordo che il Sindaco per ben due volte è “andato sotto” nella votazione in Consiglio Comunale proprio su una delibera del personale che andava a sanare una situazione determinatasi da decisioni assunte (nello specifico decreti sindacali di nomina di dirigenti) su accorpamenti/istituzione di uffici non deliberati dall’organo legislativamente preposto, e cioè il Consiglio Comunale.  

Il fatto che vi sia la proposta di modifica del Regolamento Organico con il passaggio delle competenze dal Consiglio alla Giunta è ammissione, neanche tanto implicita, che gli atti di accorpamento di servizi effettuati con la modifica dell’organigramma da parte della Giunta comunale e le nomine, con decreto sindacale, dei dirigenti con decorrenza 01.07.2015 siano da ritenersi illegittime: infatti il Consiglio Comunale le ha cassate in quanto ha già ritenuto che la Giunta si sia appropriata di competenze non proprie.

Non posso non segnalare, inoltre, che con il 01/01/2017 vi sarà la decorrenza della nomina all’incarico di Posizione Organizzativa per un periodo di 3 anni: non è da escludere che le stesse, per effetto della “delega” alla Giunta comunale qualora il Consiglio approvasse la delibera, possano aumentare di numero (anche con la creazione di P.O. “di progetto”), su decisione insindacabile della Giunta, determinando anche un  aggravio di spesa sul bilancio comunale.

Elementi di incoerenza si riscontrano, a parer mio, tra quanto appena letto dal sindaco e quanto è contenuto nella proposta di Regolamento.

Ciò che il sindaco ha appena letto : “verificata la necessità di allineare le previsioni regolamentari a quanto disposto dal Testo Unico delle leggi regionali sull’ordinamento dei Comuni (DPPReg 1 febbraio 2005, n. 2/l e s.m.; in particolare artt. 35 e 36) in ordine alla ripartizione delle competenze dei diversi organi per la definizione dell’organizzazione dell’Ente in modo da prevedere un riparto di competenze interorganico volto ad assicurare al Consiglio la prerogativa di definire la tipologia ed il numero di strutture organizzative (Aree, Servizi ed Uffici) individuando altresì le relative “macrofunzioni” e rinviando alla competenza della Giunta comunale la più specifica individuazione e distribuzione dei compiti gestionali nonché la possibilità di modificare le strutture stesse al fine di dare attuazione agli obiettivi ed indirizzi fissati dal Consiglio nei documenti di programmazione (DUP e Bilancio) e di garantire la flessibilità dell’organizzazione comunale rispetto ad eventuali necessità di adeguamento”

contraddice quanto previsto dall’art. 5 del nuovo Regolamento su cui stiamo discutendo: LA GIUNTA COMUNALE, tenuto conto delle risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione, della rilevanza e complessità delle funzioni ED IN APPLICAZIONE DEGLI INDIRIZZI in materia organizzativa FISSATI DAL CONSIGLIO COMUNALE nei documenti di programmazione dell’attiviità dell’Ente, può istituire, sopprimere, ridenominare o accorpare diversamente Aree e Servizi, ovvero modificarne le competenze; in ogni caso il numero delle Aree omogenee di attività non può essere superiore a 3 e quello dei servizi a 23″

Per amore di trasparenza avrei gradito essere informata sui contenuti di un documento che risulta essere pubblicata sul sito INTRANET del Comune, quindi visibile a tutte le persone che possano accedere a tale area, essendo una lettera della Funzione Pubblica della CGIL di data 14 ottobre 2016 con osservazioni alle modifiche al Regolamento Organico del Personale; non risulta che tale nota sia stata inserita nella documentazione trasmessa ai Consiglieri comunali e, cosa ancor più grave, nella documentazione a noi accessibile, gli omissis riguardano proprio e solo i pareri delle parti sindacali.

Concludo dicendo che la nostra democrazia cammina sulle gambe delle minoranze e si fonda sul perfetto equilibrio tra organi decisionali a ogni livello istituzionale.

La linea governativa nazionale, che il nostro buon sindaco evidentemente intende interpretare, è quella del “decide chi vince” a dispetto di ciò che finora è stato nel nostro paese, lasciando passare tale approccio per funzionalismo ed efficientismo. Invece si tratta di un atto politico pesante, che muta la forma di governo della nostra città. La maggioranza non decide. E’ il consiglio comunale che, forte della presenza delle minoranze, decide.

Auspico, dunque, che i colleghi e le poche colleghe presenti in aula, abbiano ben chiara l’importanza della decisione di questa sera che andrebbe a mettere in discussione i principi fondamentali della nostra democrazia e chiedo il rispetto dell’iter procedurale: si modifichi lo statuto prima, sempre nel rispetto di quanto stabilito nel TURLOC, e si modifichi il regolamento, eventualmente, poi.

                                             




                                   

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Un commento

  1. […] di una donna da parte dei suoi colleghi di partito, ha garantito, questa volta, i voti necessari a modificare un regolamento senza apportare le adeguate e necessarie modifiche allo Statuto Comunale, ma, al di là […]

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