IL COMUNE DI TRENTO NON DÀ SUFFICIENTI RISPOSTE A CHI È POVERO

vignpoverta2Il 10 gennaio, esattamente due giorni fa ho presentato al sindaco la seguente domanda di attualità

Egregio signor sindaco  le recenti cronache nazionali riferiscono dei disagi in diverse zone d’Italia, causati dalle condizioni meteorologiche attuali, e delle difficoltà nella gestione di persone che non hanno dimora. Qualcuno è morto dal freddo  altri sono ricoverati jn alcuni ospedali d’Italia in gravi condizioni. Alla luce di tutto ciò, si chiede quali siano i provvedimenti adottati nella nostra città per garantire un posto al caldo di giorno, ogni giorno, e un letto per dormire la notte a tutte le persone che ne hannno bisogno e come si agisce verso chi, in gravi condizioni di disagio, non si rivolge ai servizi.

Ho ottenuto risposta solo relativamente all’accoglienza notturna, al monitoraggio della situazione, all’attenzione allo stato di salute delle persone senza dimora.

I servizi sono destinati a chi si rivolge alle strutture e chiede aiuto.

Non ho avuto alcuna risposta sull’accoglienza diurna anche perché, come dimostrano le recenti cronache, non esiste alcuna struttura che quotidianamente abbia la funzione di luogo di accoglienza e aggregazione per persone senza dimora, che, inevitabilmente, hanno bisogno di cercare almeno un  riparo.

Ritengo inaccettabile che il comune di Trento, con i numerosi edifici dismessi e vuoti suoi, della Provincia, ma anche, in estrema ratio, delle persone private, non  trovi le risorse per realizzare una struttura diurna.

L’ex ostello, per esempio, non è venduto finora. Non si riescono a trovare acquirenti. Cosa ne impedisce l’utilizzo per sperimentare la realizzazione di uno spazio cogestito di aggregazione per persone in grave disagio economico e sociale? I costi di ristrutturazione?

Cavoli! Ci rendiamo conto dell’assurdità? 

Continuo a chiedermi chi si prende cura delle persone che, anche per gravi condizioni di disagio e di abbandono di ogni speranza di vita, non si rivolgono ai servizi?

Per quanto riguarda la persona che ha divulgato la fotografia, credo che debba vergognarsi: mi fa letteralmente ribrezzo. E ringrazio sentitamente, lo farò personalmente, il responsabile della biblioteca di Trento. Chapeau!

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