IL VACCINO NON È UN’OPINIONE

9788804669838_0_0_1562_80Ho appena finito di leggere il libro di Roberto Burioni dal titolo “Il vaccino non è un’opinione”, un testo che presenta numerosi punti di forza e che mostra, a mio parere, un’unica criticità: l’autore critica le persone contrarie alle vaccinazioni in modo a volte eccessivamente polemico.

Per il resto, consiglio fortemente la lettura di questo testo, da proporre a persone adulte e a persone in età adolescenziale e preadolescenziale, innanzitutto perché usa un lessico semplice, non accademico e ricorre a una struttura narrativa che ne rende facile la leggibilità anche a persone che non hanno una specifica formazione scientifica.

L’autore argomenta facendo riferimento a dati scientifici per smontare le tesi degli antivaccinisti.

Un valore aggiunto è rappresentato dal ricorso alla narrazione storica: introduce il libro con pagine molto belle dedicate alla storia del vaccino antivaiolo e sappiamo bene quanto sia importante la storicizzazione delle scoperte scientifiche per comprenderle appieno, per riconoscere il processo di costruzione di teorie attraverso l’applicazione del metodo scientifico.

La narrazione storica si ripete anche in altre parti del testo, mentre all’argomentazione scientifica è affidata la falsificazione delle tesi antivacciniste legate ad alcuni noti temi: dall’immunizzazione attraverso l’allattamento, che renderebbe inutili le vaccinazioni, alle presunte e false correlazioni tra vaccinazioni ed epilessie, vaccinazioni e autismo, vaccinazioni e morte improvvisa neonatale.

L’autore chiarisce poi, finalmente, che nessun vaccino contiene ormai mercurio, mentre richiama l’attenzione sull’uso quotidiano dell’alluminio, il metallo più diffuso sulla crosta terrestre, che si trova persino nei liquidi per lenti a contatto o nei più comuni deodoranti e che nei vaccini è, per ora, indispensabile per garantire una risposta immunitaria efficace e prolungata.

Interessante spunto per riflessioni ulteriori è fornito dalle pagine dedicate alla poliomielite, al vaccino antipolio e ai conflitti bellici che hanno, nei fatti, impedito la debellazione su scala globale del pericolosissimo virus. Eppure abbiamo sfiorato il traguardo.

E’ poi molto importante l’accento che l’autore pone sulla necessità di favorire la cosiddetta immunizzazione di gregge, come tutela della collettività e, soprattutto, delle categorie di persone che per varie ragioni non possono essere sottoposte a vaccinazioni.

Burioni conclude il suo libro, ricco tra l’altro di una bibliografia scientifica aggiornatissima, fissando sette punti essenziali: i vaccini sono sicuri, efficaci, utili, rinforzano il sistema immunitario, rendono le comunità più forti, non causano autismo o altre malattie, non sono un complotto delle multinazionali del farmaco e io concludo dicendo che questo libro è un esempio di come si possa realizzare un ottimo testo di divulgazione scientifica, basata su dati attendibili e validati dalla comunità scientifica, che abbia anche alte potenzialità educative a partire dal marcare la differenza tra opinione e dati oggettivi.

Insomma, dopo la lettura di questo testo, uno slogan mi rimbomba nella mente: “leggi i dati e poi parla o sei pirla” e credo che a Burioni piacerebbe molto.

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