LA FOBIA SOCIALE IN ITALIA: NUOVE “LEGGI DI LYNCH” PER LADRI E RICHIEDENTI ASILO

Pubblicato sul giornale di SYRIZA “Avgi” il 5 maggio del 2017.
Potremmo uccidere chiunque viene a casa nostra, al momento solo di notte, quando arriverà la destra di Salvini potremo farlo 24 ore al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno, per tutti gli anni della nostra vita.
Legittima difesa contro i ladri.
Questa è l’Italia targata Partito Democratico, che ha approvato alla Camera con 225 “sì”, 116no” e 11 “astenuti” le leggi del Far West. I
l secondo elemento tragico che si nasconde dietro la nuova normativa è che per uccidere il ladro dobbiamo essere armati. Ma peggiore del porto d’armi è la fobia sociale che si coltiva con la cultura del sospetto nella vita quotidiana delle persone nelle quattro mura delle nostre case.
Il razzista Salvini è stato espulso dalla odierna seduta parlamentare e non ha votato insieme agli altri razzisti di destra la nuova legge semplicemente perché è…”light”.
Per ragioni diverse, tutte però non favorevoli alla legge poi approvata, hanno votato contro Forza Italia di Berlusconi, i partiti di estrema destra quali la Lega Nord e Fratelli d’Italia, il Movimento Cinque Stelle, Sinistra ItalianaPossibile, il Movimento dei Democratici e Progressisti di Bersani e D’Alema, mentre si sono astenuti il Centro democratico e il Partito socialista.
Il Pd non si limita solo a trasformare le nostre case in bastioni del Far West.
Adotta la versione più avanzata della “Legge di Lynch”, dal momento che, tra le altre cose, le decisioni in materia di asilo verranno prese nell’attuale quadro normativo, senza la presenza del richiedente e senza diritto di appello.
Le nuove leggi razziali emanate dal ministro dell’Interno Minniti e da quello della Giustizia Orlando rappresentano uno schiaffo a coloro che credono nello stato di diritto e alla possibilità per i rifugiati di poter avere almeno una vera e propria opportunità di ottenere asilo.
La morte di un ambulante immigrato nel cuore di Roma, nei pressi dell’Isola Tiberina, probabilmente causata da un infarto, mentre scappava da un controllo della polizia municipale della giunta del Movimento Cinque Stelle e il grande rastrellamento della polizia di stato contro gli immigrati e i rifugiati alla Stazione centrale Milano, alimentano la xenofobia, il razzismo e il populismo.
Domenica a Ventimiglia sul confine italiano-francese abbiamo voluto mettere il limite tra la solidarietà e la disumanità, la civiltà e la barbarie.
Il sindaco della città, a pochi giorni dal lancio della mobilitazione, è stato costretto ad annullare la sua ordinanza che vietava di dare cibo a migranti e richiedenti asilo.
La sua ordinanza aveva un chiaro orientamento politico ed è stata mascherata dietro motivi igienici al fine di contrastare le azioni di solidarietà.
Ventimiglia è anche la città che ha citato in giudizio le persone perché aiutano gli immigrati.
Le denunce non sono state ritirate, a conferma che il ritiro dell’ordinanza altro non è che un tentativo, non riuscito, di ridurre le ragioni della protesta organizzata in breve tempo dall’appello: “Per la solidarietà contro l’intolleranza”, espresso da varie persone coinvolte nella difesa diritti, in conformità con i valori e i principi sanciti nella nostra Costituzione.
Ne cito solo alcuni di essi: Anna Falcone, Lidia Menapace Marco Revelli, Moni Ovadia, Alex Zanotelli, don Ciotti, Livio Pepino, Carlin Petrini, Erri De Luca.
L’appello è stato firmato anche da molte altre personalità e organizzazioni politiche e sociali d’Italia, Francia e Grecia.
Ma Ventimiglia rappresenta anche un luogo dove donne e uomini applicano preziose pratiche di solidarietà in un contesto problematico, reso ancora più difficile dal costante flusso di immigrati e delle espulsioni, che in alcuni casi inevitabilmente fanno tornare alla nostra memoria le deportazioni di altri tempi .
A Trento, a pochi chilometri dai confini “chiusi” del Brennero, i controlli molto severi attuati dalla ricca Austria sui treni provenienti dall’Italia, spingono le persone nel loro viaggio verso l’Europa a nascondersi nei treni merci e ci sono delle vittime per questo.
A Ventimiglia abbiamo espresso la nostra solidarietà a chi fugge da guerre, da condizioni politiche o ambientali incompatibili con la vita stessa, a coloro che hanno sperimentato il passaggio pericoloso del deserto africano, l’inferno della Libia e i pericoli del mare nella speranza di una vita migliore.
Nel DNA politico di chi realmente appartiene alla Sinistra radicale e alternativa è “codificata” la nostra posizione al fianco degli “ultimi”, dando voce a chi voce non ha o non ha più, anche se parla una lingua diversa dalla nostra.
È “codificata” la nostra ferma posizione accanto agli “ultimi” perché di fronte ad una guerra tra poveri noi lottiamo per un’altra Italia in un’altra Europa.
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