SICUREZZA: SE IO FOSSI SINDACA….

Dopo i recenti episodi di violenza scoppiati in alcune piazze di Trento, scontri tra bande di nordafricani non si sa bene se per lo spaccio, per ubriachezza, per l’uno e per l’altro, data anche la lunga discussione ancor a non terminata in aula consiliare sulla proposta del sindaco di applicare il DASPO urbano al centro città, sono stata contattata da un giornalista del Dolomiti per rispondere a una precisa domanda “Se fossi sindaca cosa faresti?

Ho risposto alla domanda con argomentazioni che sono state più o meno riportate nell’articolo in cui sono messa a confronto con un altro ex candidato sindaco, il consigliere provinciale Claudio Cia.

Tutto bene, dunque, soprattutto se, leggendo l’articolo ci si sofferma sulla distanza di posizioni tra me e Cia e sul fatto evidente e palese che le proposte avanzate da Cia non sono praticabili sia perché esulano dalle competenze di un sindaco sia perché incompatibili con le attuali leggi italiane.

Se scrivo queste righe, tuttavia, è perché c’è un passaggio nell’articolo che ha suscitato in me fastidio. Chi ha scritto l’articolo ha fatto riferimento ai verbali del consiglio comunale del 25 gennaio 2017, da cui risulta che il famoso provvedimento approvato dal Consiglio Comunale, frutto del lavoro intenso di un intergruppo e da me spesso evocato nelle discussioni in aula e nell’intervista avrebbe avuto la mia astensione.

Cito il giornalista:

Ma la cosa strana, e un po’ incoerente, è che la consigliera che da sindaca vorrebbe dare attuazione alla mozione, sulla stessa mozione si è astenuta

Sinceramente io non ricordo, a distanza di circa sei mesi, la discussione in aula. Per ricostruire e verificare se mi sono astenuta per un errore nella votazione, errore mio, o per mia convinzione, andrò a rivedere la registrazione video della seduta.

Ciò che so con certezzaa è che ho partecipato attivamente alla stesura del documento che poi è stato votato in aula e il mio insistere sull’applicazione di quel dispositivo deriva da alcune considerazioni:

  1. Non capita di sovente che tutti i rappresentanti delle forze politiche presenti in aula si trovino insieme (mancava solo il rappresentante del PATT) più volte per più settimane per lavorare insieme alla ricerca di una soluzione condivisa
  2. Il documento elaborato e sottoscritto da tutte le persone, me compresa, che hanno lavorato alla sua stesura, condivisa e rivista più volte anche attraverso email,  propone 17 azioni che affrontano il problema della sicurezza e della prevenzione di atti criminosi in alcune zone critiche della città
  3. Il lavoro è stato realizzato partendo  dall’ascolto dei bisogni di diversi rappresentanti di categorie, ma anche di volontari e volontarie che operano nella solidarietà a persone senza dimora

Ma soprattutto  il dispositivo è stato approvato a larga maggioranza dal Consiglio Comunale, diventando così un prodotto dell’intero Consiglio Comunale e come tale va attuato.

Un sindaco rispettoso delle regole democratiche (e attuare un dispositivo approvato dalla maggioranza dei votanti è alla base della democrazia), non può lasciar trascorrere sei mesi senza agire nella direzione indicata dalla maggioranza del Consiglio Comunale.

Ad esempio, se dovesse per caso essere votata a maggioranza la proposta di chiudere con recinzioni e cancelli piazza Dante, io, pur protestando, contestando, ribellandomi a questa misura, mi stupirei se il sindaco e la giunta non la realizzassero perché funziona così la democrazia.

È questa la ragione per cui ho risposto alla domanda del giornalista affermando che  la prima cosa che farei da sindaca sarebbe realizzare le 17 azioni indicate nella mozione.

Non vedo nulla di incoerente rispetto alla mia astensione, anzi non capisco cosa c’entri il mio voto con l’obiettivo dell’articolo, che è mettere a confronto sul tema sicurezza ex candidati ed ex candidata chiedendo loro di dichiarare cosa farebbero al posto di Andreatta. 

Dispiace che in un buon articolo debba contenere questa imprecisione dovuta evidentemente all’aver trascurato quello che é tra il compito di un sindaco e della sua giunta nel nostro sistema democratico. 

Mi riservo comunque di pubblicare le ragioni della mia astensione appena potrò rivedere la registrazione della seduta e recuperare anche i miei appunti relativi alla discussione in aula.

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