CIAO CARLO, NO PASARAN!

A Genova non c’ero, avevo la bambina piccola e problemi familiari troppo grossi per assentarmi, ma seguivo tutto senza perdere nessuna emozione.

A Genova quell’anno qualcosa è cambiato, qualcosa che non so spiegare bene, qualcosa che rende ancora oggi impossibile abbandonare il sogno di un mondo migliore, nonostante tutto, nonostante l’orrore della disumanità che governa la nostra epoca, figlio di un neoliberismo cinico e crudele che ha conquistato il mondo e ne sta affamando i popoli.

Carlo è morto ammazzato e lo ha fatto indicando la luna mentre chi lo ha ucciso vedeva solo un dito e non ha capito.

Molte altre persone hanno subito violenze e soprusi mentre indicavano anch’esse la stessa luna di Carlo.

Oggi i conflitti sono spenti, la separazione tra politica e sociale è netta.

I partiti soffrono la fine della loro funzione come organizzazione strutturata e verticistica, ma non si sa trovare una forma alternativa che possa conciliare la necessità di organizzarsi nel fare politica attraverso modi e linguaggi nuovi con il bisogno di rompere le gerarchie, ultimo retaggio di un patriarcato di cui fatichiamo a liberarci.

Il leaderismo spinto ha portato alla personalizzazione della politica e guardandoci attorno scopriamo che i leader sono tutti uomini, come se le donne avessero ancora il ruolo di chi si prende cura delle cause, di chi esegue diligentemente compiti assegnati, di chi garantisce che il relatore di turno abbia l’acqua fresca con il bicchiere accanto al tavolo della conferenza.

Oggi fare politica è quasi come giocare a Monopoli, un gioco di strategie che offre a chi vince un potere a volte microscopico, ma in  nome di quel potere si celebrano incoerenze, tradimenti di valori, voltafaccia e acrobazie retoriche dove il vuoto contenutistico è colmato dalla retorica delle belle narrazioni.

Dimenticandosi spesso dei problemi sociali, offrendo sponda a populisti di vecchia e nuova generazione.

I movimenti, le associazioni conducono campagne di scopo, spesso raggiungono lo scopo, spesso praticano un fare politica quotidianamente attraverso le azioni che compiono, piccole e trasformative, ed è importante essere con loro, dentro le loro campagne con rispetto, con umiltà,  senza strumentalizzare, senza appropriarsene per farne propaganda elettorale.

La vera sfida sarà dare spazio politico nelle istituzioni alle istanze dei movimenti, avendo come obiettivo vero il raggiungimento della meta e non il consolidamento del potere e della poltrona e favorire, al tempo stesso, un reale, concreto, palese protagonismo femminile, attraverso nuove forme di organizzazione politica che sappiano fare tesoro del passato rimodellando le strutture organizzate, spostandosi dalla piramide euclidea verso forme più interessanti e varie delle meno note geometrie non euclidee.

Oggi ogni persona che ha vissuto da dentro e da lontano quel giorno a Genova ricorda Carlo, a dimostrazione che lui è vivo dentro di noi.

Io lo ricordo, ricordo quel momento esatto in cui alla radio ho sentito quanto stava accadendo, mentre preparavo un frullato per mia figlia e ricordo esattamente che quell’emozione forte mi ha fatto scegliere senza se e senza ma da che parte pormi e per chi lottare, scegliendo anche la scomodità della coerenza.

E sono ancora lì.

CIAO CARLO, NO PASARAN!

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